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L’impatto del ricovero ospedaliero sulla qualità della vita dei pazienti: uno studio prospettico

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L’impatto del ricovero ospedaliero sulla qualità della vita dei pazienti: uno studio prospettico
Luca Giuseppe Re

Evidence 2012;4(1): e1000006 doi: 10.4470/E1000006

Ricevuto: 28 dicembre 2011    Accettato: 29 gennaio 2012    Pubblicato: 7 maggio 2012

Copyright: © 2012 Re. Questo è un articolo open-access, distribuito con licenza Creative Commons Attribution, che ne consente l’utilizzo, la distribuzione e la riproduzione su qualsiasi supporto esclusivamente per fini non commerciali, a condizione di riportare sempre autore e citazione originale.

Background. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la qualità di vita (QdV) è “la personale percezione che un individuo ha della propria posizione nella vita, nel contesto di una cultura e di un insieme di valori nei quali egli vive, anche in relazione ai propri obiettivi, aspettative e preoccupazioni”. Numerosi sono gli strumenti psicometrici progettati per misurare in ambito sanitario l’impatto dell’erogazione di interventi clinico-assistenziali sulla QdV degli utenti, tuttavia poca attenzione si è posta sul ruolo di alcuni predittori - socio-demografici, clinici ed economico-sanitari - durante la degenza ospedaliera.
Obiettivi. Accertare l’esistenza ed il tipo di associazione tra alcuni predittori e la variazione della QdV alla dimissione; esaminare i possibili risvolti per la pratica infermieristica.
Metodi. Lo studio, condotto presso la struttura ospedaliera del polo universitario di Milano, ha somministrato all’ingresso e alla dimissione dei pazienti lo strumento psicometrico EuroQol-5D. Per valutare l’impatto del trattamento sulla QdV è utilizzato il test ?2, mentre per misurare significatività e rilevanza dei predittori è stato creato un modello di regressione logistica multipla.
Risultati. L’erogazione di un trattamento clinico durante il ricovero migliora la QdV percepita (p < 0.001). La proporzione di esiti positivi nei trattamenti medici rispetto a quelli chirurgici è superiore (p < 0.05), così come quella nei ricoveri urgenti (p < 0.01). Il modello di regressione logistica multipla mostra associazioni significative tra età (p < 0.05), degenza (p < 0.05), tempo di intervento (p < 0.01) e variazione della QdV.
Limiti. Studio monocentrico; campione di convenienza; periodo di osservazione limitato con possibili scostamenti nel numero e tipologia di ricoveri rispetto alla media annua.
Conclusioni. La QdV percepita alla dimissione migliora in caso di erogazione di un trattamento clinico, in particolare se medico e se il ricovero è stato urgente. I predittori associati all’esito sono l’età, le giornate di degenza e il tempo di intervento chirurgico. Anche se le variabili analizzate possono fornire un primo orientamento a livello assistenziale sull’impatto atteso dopo l’erogazione di un trattamento, resta difficile giungere a una corretta interpretazione del concetto di QdV percepita dal singolo paziente, che include aspetti soggettivi molti dei quali non misurabili ed altri tuttora ignoti.

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