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#salviamoSSN: tre anni di impegno per la sanità pubblica

Editoriale

#salviamoSSN: tre anni di impegno per la sanità pubblica
Antonino Cartabellotta

Evidence 2016;8(6): e1000145 doi: 10.4470/E1000145

Pubblicato: 8 giugno 2016

Copyright: © 2016 Cartabellotta. Questo è un articolo open-access, distribuito con licenza Creative Commons Attribution, che ne consente l’utilizzo, la distribuzione e la riproduzione su qualsiasi supporto esclusivamente per fini non commerciali, a condizione di riportare sempre autore e citazione originale.

Concepita in una fase di grande incertezza politica ed economica, la campagna Salviamo il Nostro Servizio Sanitario Nazionale (#salviamoSSN) viene lanciata dalla Fondazione GIMBE nel marzo 2013 (1) per diffondere la consapevolezza che un servizio sanitario pubblico equo e universalistico rappresenta una conquista sociale irrinunciabile da difendere e garantire alle future generazioni. La campagna #salviamoSSN nasce da alcuni presupposti fondamentali:

  • È necessario acquisire consapevolezza politica, manageriale, professionale e sociale che la sanità è un mercato condizionato dall’offerta, attorno al quale ruotano gli interessi di numerosi protagonisti: politica (Stato, Regioni e Province Autonome), aziende sanitarie pubbliche e private, manager, professionisti sanitari e cittadini, ma anche università, società scientifiche, ordini e collegi professionali, sindacati, associazioni di pazienti, industria farmaceutica e biomedicale, etc. (figura 1).

  • Il SSN è caratterizzato da complessità, incertezze, asimmetria informativa, qualità difficilmente misurabile, conflitti di interesse, corruzione, estrema variabilità delle decisioni cliniche, manageriali e politiche. L’inestricabile combinazione di questi fattori permette ai diversi stakeholder un livello di opportunismo tale da rendere il sistema poco controllabile. Di conseguenza, per mantenere un SSN equo e universalistico, è indispensabile riallineare gli obiettivi divergenti e spesso conflittuali dei diversi attori, rimettendo al centro l’obiettivo assegnato al SSN dalla legge 833/78 che lo ha istituito, ovvero “promuovere, mantenere, e recuperare la salute fisica e psichica di tutta la popolazione”.
  • Nell’ultimo ventennio numerosi fattori hanno silenziosamente contribuito alla progressiva crisi di sostenibilità del SSN: le mutate condizioni demografiche, economiche e sociali, la crescente introduzione sul mercato di false innovazioni tecnologiche, le conseguenze della modifica del Titolo V della Costituzione del 2001, le continue ingerenze della politica partitica nella programmazione sanitaria, la grande incompiuta dei livelli essenziali di assistenza, il modello di aziende sanitarie come “silos” in continua competizione, la scarsa integrazione professionale, l’evoluzione del rapporto paziente-medico, l’involuzione del cittadino in consumatore di servizi e prestazioni sanitarie, l’aumento del contenzioso medico-legale, i conflitti di interesse.
  • Nei sistemi sanitari del XXI secolo numerosi problemi prescindono dalla disponibilità di risorse, anzi spesso conseguono a una eccessiva medicalizzazione della società: le inaccettabili variabilità di processi ed esiti assistenziali, l’aumento dei rischi per i pazienti, gli sprechi e l’incapacità del sistema di massimizzare il value (2), le diseguaglianze e le iniquità, l’incapacità di prevenire le malattie.
  • La sostenibilità di un sistema sanitario, indipendentemente dalla sua natura (pubblico, privato, misto) e dalla quota di PIL destinata alla Sanità, non può più prescindere da adeguati investimenti per migliorare la produzione delle conoscenze (knowledge generation), il loro utilizzo da parte dei professionisti (knowledge management) e la governance dell’intero processo per trasferire le conoscenze all’assistenza sanitaria (knowledge translation).
  • In sanità il concetto di innovazione viene solitamente riferito a un processo o un prodotto che dovrebbe garantire benefici maggiori per la salute e il benessere delle persone. In realtà, negli ultimi 10 anni il mercato della salute è stato invaso da innumerevoli false innovazioni diagnostico-terapeutiche finalizzate esclusivamente ai profitti dei produttori. Quello che occorre al SSN sono vere e proprie disrupting innovations in grado di segnare una svolta rispetto al passato (3).
  • Nonostante il pesante definanziamento, la sanità pubblica rimane sostenibile perché una quota consistente della spesa sanitaria viene sprecata in maniera intollerabile a causa degli obiettivi divergenti, conflittuali e opportunistici dei numerosi stakeholder (figura 1).

Sintesi delle attività 2013-2016
Nella fase iniziale della campagna è stato lanciato il manifesto della sostenibilità (box 1), sottoscritto da migliaia di persone per ribadire la propria volontà di preservare la sanità pubblica e garantirla alle future generazioni4. Parallelamente è stata avviata la stesura dei princìpi guida, definiti tenendo conto della legislazione vigente, del contesto politico, economico e sociale, oltre che di evidenze ed esperienze mutuate da sistemi sanitari internazionali. Nel corso del 2013 i princìpi guida sono stati sottoposti a consultazione pubblica per approvazione, modifiche e integrazioni. Dalla versione 2.0 dei princìpi guida è nata la Carta GIMBE per la Tutela della Salute (appendice), vera e propria declinazione dell’articolo 32 della Costituzione e documento programmatico della campagna #salviamoSSN.

Box 1. Manifesto della sostenibilità

DIFENDIAMO INSIEME LA SANITÀ PUBBLICA, CONQUISTA SOCIALE IRRINUNCIABILE PER L’EGUAGLIANZA DI TUTTE LE PERSONE

“Le scelte politiche e le modalità di programmazione e organizzazione dei servizi sanitari hanno messo in discussione il diritto costituzionale alla tutela della salute”

“Questo determina inaccettabili diseguaglianze, danneggia la salute delle persone e rischia di comprometterne la dignità e la capacità di realizzare le proprie ambizioni”

“Lamentare un finanziamento inadeguato senza essere propositivi fornisce un alibi per smantellare il SSN, spiana la strada alla privatizzazione della sanità e aumenta le diseguaglianze sociali”

Per favorire l’attuazione della Carta GIMBE, in questi tre anni la Fondazione:

  • ha avviato specifiche collaborazioni con organismi politico-istituzionali;
  • ha realizzato 8 eventi di rilevanza nazionale e 2 di rilevanza internazionale a cui hanno partecipato oltre 2.500 professionisti, manager e policy maker della sanità;
  • ha pubblicato oltre 30 Best Practice e Position Statement che raccolgono raccomandazioni cliniche basate sulle migliori evidenze scientifiche relative a prevenzione, diagnosi, terapia e riabilitazione di patologie e condizioni di notevole rilevanza clinica e/o ad elevato impatto epidemiologico;
  • per garantire massima diffusione alla campagna #salviamoSSN
    • ha pubblicato 120 articoli relativi a temi di programmazione e politica sanitaria sulle maggiori testate medico scientifiche e su Evidence5, rivista open access indipendente;
    • ha presentato 80 relazioni a convegni;
    • ha rilasciato 80 interviste sulle principali testate editoriali sia della stampa specializzata che di quella generalista.

L’elenco dettagliato delle attività è disponibile a www.evidence.it/articoli/pdf/e1000145_Salviamo_SSN_sintesi_attivita_2013-2016.pdf.

Conclusioni
Il messaggio lanciato dalla campagna #salviamoSSN è inequivocabile: la crisi di sostenibilità del SSN può essere superata solo attraverso un gioco di squadra, dove tutti gli stakeholder oltre a “rivendicare”, devono impegnarsi anche a “fare” e, soprattutto, a “rinunciare”, con il fine ultimo di preservare la sanità pubblica per le future generazioni. A tal fine la Fondazione GIMBE ha già lanciato un appello a Governo, Regioni, professionisti sanitari e cittadini (box 2), e intrapreso azioni volte a un monitoraggio costante e indipendente delle azioni di tutti gli stakeholders.

Box 2. Per salvare la sanità pubblica la Fondazione GIMBE chiede…

… allo Stato di:

  • Arrestare il definanziamento del SSN e fornire ragionevoli certezze sulle risorse da destinare alla sanità pubblica.
  • Avviare un’adeguata governance per regolamentare su scala nazionale l’intermediazione assicurativa.
  • Rendere realmente continuo l’aggiornamento dei LEA.
  • Potenziare gli strumenti di indirizzo e verifica nei 21 Servizi Sanitari Regionali.

… alle Regioni di:

  • Avviare e mantenere un virtuoso processo di disinvestimento da sprechi e inefficienze e riallocare le risorse recuperate in servizi essenziali e innovazioni.
  • Responsabilizzare e coinvolgere attivamente in questo processo le Aziende sanitarie e queste, a cascata, professionisti sanitari e cittadini.

… a tutti i professionisti sanitari di:

  • Mettere da parte interessi di categoria e sterili competizioni.
  • Integrare competenze e responsabilità in percorsi assistenziali condivisi, basati sulle evidenze e centrati sul paziente.
  • Identificare servizi e prestazioni sanitarie inefficaci, inappropriati e dal low value da cui disinvestire.

… a cittadini e pazienti di:

  • Accettare che SSN non significa Supermercato Sanitario Nazionale.
  • Ridurre le aspettative nei confronti di una medicina mitica e di una sanità infallibile.
  • Essere consapevoli, in qualità di “azionisti di maggioranza”, che il SSN è un bene comune da tutelare e garantire alle future generazioni.