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La somministrazione di farmaci tritati e camuffati nelle RSA: prevalenza e implicazioni pratiche

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La somministrazione di farmaci tritati e camuffati nelle RSA: prevalenza e implicazioni pratiche
Camilla Boeri, Anna Castaldo, Andrea Giordano, Talia Melo, Renzo Bagarolo, Miriam Magri

Evidence 2013;5(10): e1000060 doi: 10.4470/E1000060

Ricevuto: 8 ottobre 2013    Accettato: 18 ottobre 2013    Pubblicato: 30 ottobre 2013

Copyright: © 2013 Boeri. Questo è un articolo open-access, distribuito con licenza Creative Commons Attribution, che ne consente l’utilizzo, la distribuzione e la riproduzione su qualsiasi supporto esclusivamente per fini non commerciali, a condizione di riportare sempre autore e citazione originale.

Background. La difficoltà di deglutizione e il rifiuto della terapia spesso impongono la necessità di somministrare negli anziani farmaci “alterati”: tritati, decapsulati, camuffati nel cibo. Questa pratica non è scevra di rischi, sia in termini di efficacia terapeutica, che di eventi avversi per i pazienti e gli operatori sanitari.
Obiettivi. Conoscere la prevalenza della somministrazione alterata di farmaci per via orale ed enterale negli ospiti di tre residenze sanitarie assistenziali (RSA) e valutare l’aderenza delle modalità di somministrazione alle indicazioni delle case farmaceutiche.
Metodi. A gennaio-febbraio 2012 è stato condotto uno studio trasversale impiegando diversi metodi: (a) osservazione sistematica della somministrazione della terapia orale/enterale; (b) analisi della documentazione clinica; (c) breve intervista all’infermiere che somministrava la terapia. Il campione era costituito da 697 ospiti residenti in nuclei di degenza ordinaria e nuclei Alzheimer di 3 RSA di Milano.
Risultati. Gli ospiti assumevano mediamente 7.5 principi attivi al giorno, di cui 6 per os. Il 40% assumeva la terapia orale in modo alterato. Su 2639 somministrazioni, 785 erano alterate e tra queste, il 43% dei principi attivi erano somministrati in modo non conforme alle indicazioni del produttore. Il 20% degli ospiti assumeva i farmaci camuffati nelle bevande e negli alimenti. Gli ospiti che assumevano farmaci alterati e/o camuffati avevano una maggiore compromssione delle capacità cognitive e funzionali, rispetto a quelli che li assumevano in forma integra (p<0.001). La difficoltà di deglutizione era la motivazione principale per la triturazione e il camuffamento dei farmaci.
Limiti. Oltre ai bias conseguenti alla presenza dell’osservatore, che potrebbe avere influenzato gli infermieri durante il processo di somministrazione, i limiti dello studio sono riconducibili alla limitata rappresentatività della popolazione anziana istituzionalizzata in RSA.
Conclusioni. La necessità di modificare la consistenza dei farmaci per migliorare la compliance terapeutica nei pazienti fragili rappresenta un’area da considerare attentamente, e sulla quale investire al fine di prevenire e ridurre le reazioni avverse da farmaci, oltre che le malattie professionali negli infermieri. E’ auspicabile che a vari livelli (istituzionale, aziendale e professionale) siano implementati programmi multidimensionali, che includano il monitoraggio degli eventi avversi, e tra questi, quelli correlati alla somministrazione della terapia farmacologica.