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Linee guida per la diagnosi, terapia, prevenzione e controllo della tubercolosi

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Linee guida per la diagnosi, terapia, prevenzione e controllo della tubercolosi
Antonino Cartabellotta, Federica Riccio, Arabella Fontana

Evidence 2016;8(4): e1000140 doi: 10.4470/E1000140

Pubblicato: 20 aprile 2016

Copyright: © 2016 Cartabellotta et al. Questo è un articolo open-access, distribuito con licenza Creative Commons Attribution, che ne consente l’utilizzo, la distribuzione e la riproduzione su qualsiasi supporto esclusivamente per fini non commerciali, a condizione di riportare sempre autore e citazione originale.

L’incidenza della tubercolosi (TBC) nel Regno Unito rimane elevata rispetto ad altri paesi dell’Europa occidentale (1): questa patologia colpisce in maniera particolare gruppi emarginati, quali soggetti senza fissa dimora o che risiedono in abitazioni di fortuna, che appartengono alle classi più povere, con problemi di droga e persone provenienti da paesi ad elevata incidenza di TBC (2). Tuttavia, molti casi sono prevenibili con misure di sanità pubblica e la maggior parte dei pazienti con TBC possono essere trattati. Questo articolo sintetizza le più recenti raccomandazioni del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) sulla diagnosi, gestione e prevenzione della TBC (1). Questa linea guida aggiorna quella del 2011 (3) e integra la linea guida di sanità pubblica sull’identificazione e gestione della TBC nei gruppi emarginati (4).

Le raccomandazioni del NICE sono basate su una revisione sistematica delle migliori evidenze disponibili e sull’esplicita considerazione della costo-efficacia degli interventi sanitari. Quando le evidenze sono limitate, le raccomandazioni si basano sull’esperienza del gruppo che ha prodotto la linea guida — Guidelines Development Group (GDG) — e sulle norme di buona pratica clinica. I livelli di evidenza delle raccomandazioni cliniche sono indicati in corsivo tra parentesi quadre.

Box. Glossario

TBC attiva: infezione da Mycobacterium tubercolosis complex, dove i micobatteri sono in crescita e provocano sintomi e segni della malattia tubercolare.
TBC latente: infezione da Mycobacterium tubercolosis complex dove batteri vivi non causano TBC attiva.
Paese ad elevata incidenza: >40 casi/anno per 100.000 abitanti (5).
Test Mantoux: test cutaneo in cui viene iniettata la tubercolina per via intradermica. Il sito di iniezione viene esaminato dopo 2-3 giorni per i segni di una reazione cutanea locale (indurimento). Indipendentemente dalla storia BCG, il test Mantoux è positivo se il diametro trasversale della zona di indurimento è ≥5 mm.
IGRA test: test per la diagnosi di TBC latente basato sulla risposta leucocitaria agli antigeni TBC.
Test di amplificazione dell’acido nucleico (NAAT): rileva frammenti di acido nucleico e permette una diagnosi rapida e specifica di Mycobacterium tubercolosis complex da diversi campioni.
TBC multifarmaco-resistente: TBC resistente a isoniazide e rifampicina, con o senza altre resistenze.
Interruzione del trattamento: interruzione nella prescrizione della terapia antitubercolare per ≥2 settimane nella fase iniziale, oppure mancata assunzione intermittente di oltre il 20% del dosaggio prescritto.
Osservazione diretta della terapia (DOT): un professionista sanitario esperto o altra figura non professionale adeguatamente formata somministra la terapia prescritta e osserva il paziente mentre assume ogni singola dose.
TBC case manager: professionista individuato dal servizio per TBC, responsabile di completare l’iter diagnostico e documentarne gli esiti, di monitorare e far completare il regime terapeutico appropriato e di identificare, valutare e trattare i contatti.

1. Diagnosi di infezione latente
Il box 1 riporta i princìpi generali per l’identificazione dell’infezione latente.

Box 1. Identificazione dell’infezione latente

  • Proporre il test per la TBC a: contatti stretti di soggetti con TBC polmonare o laringea, soggetti immunocompromessi ad alto rischio di TBC, immigrati provenienti da paesi ad alta incidenza che richiedono assistenza sanitaria.
  • 65 anni è il limite massimo di etĂ  per eseguire test diagnostici e trattare l’infezione latente.
  • In tutti i pazienti, indipendentemente dalla storia vaccinale con BCG, considerare positivo il test Mantoux se l’indurimento cutaneo è ≥5 mm.
  • In caso di risultato positivo al test per l’infezione latente, valutare per TBC attiva; se la valutazione è negativa, prescrivere la terapia per l’infezione da TBC latente.

1.1. Bambini e giovani che sono stati a stretto contatto con casi di tubercolosi

  • Per i bambini di etĂ  <2 anni che sono stati a stretto contatto con soggetti affetti con TBC polmonare o laringea fare riferimento alla figura 1. [Raccomandazione basata su evidenze di qualitĂ  da bassa ad elevata, su un’analisi economica e sull’esperienza e l’opinione del GDG]
  • Eseguire il test Mantoux a soggetti di etĂ  compresa tra 2 e 17 anni, che sono stati a stretto contatto con soggetti con TBC polmonare o laringea. Se negativo, dopo 6 settimane eseguire il test IGRA (interferon γ release assay) e ripetere il test Mantoux. [Raccomandazione basata su evidenze di qualitĂ  da bassa ad elevata, su un’analisi economica e sull’esperienza e l’opinione del GDG]
  • Considerare esclusivamente l’IGRA test nei bambini e nei giovani se il test Mantoux è indisponibile o non fattibile, incluse le situazioni in cui è necessario effettuare il test su un numero elevato di soggetti. [Raccomandazione basata su evidenze di qualitĂ  da bassa ad elevata, su un’analisi economica e sull’esperienza e opinione del GDG]

 

1.2. Soggetti immunocompromessi

  • Effettuare una valutazione specialistica in bambini e giovani immunocompromessi a rischio di TBC. [Raccomandazione basata sull’esperienza e l’opinione del GDG]
  • Negli adulti gravemente immunocompromessi a rischio di TBC (inclusi i soggetti HIV-positivi e CD4 <200Ă—106 cellule/L o sottoposti a trapianto di organo solido o allogenico di cellule staminali), eseguire l’IGRA test e il test Mantoux. [Raccomandazione basata su evidenze di qualitĂ  da molto bassa ad elevata, su un’analisi economica e sull’esperienza e opinione del GDG]
  • Per le altre categorie di adulti immunocompromessi a rischio di TBC, considerare l’esecuzione dell’IGRA test da solo o associato al test Mantoux. [Raccomandazione basata su evidenze di qualitĂ  da bassa ad elevata, su un’analisi economica e sull’esperienza e opinione del GDG]

1.3. Immigrati da paesi ad elevata incidenza

  • Eseguire il test Mantoux o, se non disponibile, l’IGRA test. [Raccomandazione basata su evidenze di qualitĂ  da bassa ad elevata, su un’analisi economica e sull’esperienza e l’opinione del GDG]

2. Diagnosi di malattia tubercolare attiva (tabella)

 

  • Richiedere il test rapido di amplificazione dell’acido nucleico - nucleic acid amplification test (NAAT) — per il Mycobacterium tubercolosis complex sul campione primario se:
    • c’è il sospetto clinico di TBC
    • il soggetto è HIV-positivo
    • il test rapido potrebbe modificare la terapia
    • si prevede di testare un elevato numero di contatti del caso
    [Raccomandazione basata su studi trasversali di qualità molto bassa e sull’esperienza e l’opinione del GDG]
  • In soggetti di etĂ  ≤15 anni solitamente è necessario un solo NAAT per tipologia di campione (es. espettorato spontaneo, indotto o lavaggio gastrico). [Raccomandazione basata su studi trasversali di qualitĂ  da molto bassa a moderata e sull’esperienza e l’opinione del GDG]
  • In caso di diagnosi di TBC attiva, informare chi di competenza per valutare la necessitĂ  di tracciare tempestivamente i contatti e disporre le misure di controllo dell’infezione (box 2). [Raccomandazione basata sull’esperienza e l’opinione del GDG]

Box 2. Misure di controllo dell’infezione

  • Minimizzare numero e durata degli accessi ambulatoriali dei soggetti con TBC considerati contagiosi.
  • Sistemare in stanza singola i soggetti con TBC polmonare o laringea sospetta o accertata e che dovranno essere ospedalizzati. Se non è possibile, ridurre al minimo i tempi di attesa del soggetto, anche definendo prioritaria la loro assistenza rispetto ad altri pazienti.
  • Non ricoverare i soggetti con TBC sospetta o confermata in un reparto dove sono presenti pazienti immunocompromessi.
  • Informare i pazienti ospedalizzati con TBC polmonare o laringea sospetta o accertata della necessitĂ  di indossare una mascherina ogni volta che lasciano la loro stanza, per almeno 2 settimane dopo l’inizio del trattamento.
  • Fornire ai pazienti consigli su semplici misure igieniche (es. coprire bocca e naso con un fazzoletto di carta quando si tossisce o starnutisce e di buttarlo nel cestino dei rifiuti)
  • Assistere in una camera a pressione negativa i soggetti ad alto rischio di TBC multifarmaco-resistente.
  • Personale e visitatori devono indossare maschere FFP3 sul viso durante il contatto con una persona con TBC multifarmaco-resistente sospetta o nota durante il periodo di contagiositĂ .

3. Tubercolosi multifarmaco-resistente

  • Richiedere il NAAT per la resistenza alla rifampicina se esistono fattori di rischio per resistenze multi-farmaco:
    • pregressa terapia farmacologica per TBC, in particolare con scarsa aderenza
    • contatto con un caso noto di TBC multifarmaco-resistente
    • nascita o residenza in un paese identificato dall’OMS con percentuale elevata (≥5%) di nuovi casi di TBC multifarmaco-resistenti 5 (figura 2).
    [Raccomandazione basata su studi trasversali di qualità bassa e sull’esperienza e l’opinione del GDG]
  • Iniziare le misure di controllo dell’infezione (box 2) [Raccomandazione basata su studi trasversali di qualitĂ  bassa e sull’esperienza e l’opinione del GDG]
  • Se il NAAT per la resistenza alla rifampicina è positivo:
    • continuare con le misure di controllo dell’infezione sino a quando non sia stata esclusa la malattia tubercolare polmonare o laringea.
    • affidare il trattamento ad un team multidisciplinare esperto nella gestione di TBC multifarmaco-resistente.
    • prescrivere terapia con almeno sei farmaci a cui il micobatterio è verosimilmente sensibile.
    • testare la resistenza ai farmaci di seconda linea.
    [Raccomandazione basata sull’esperienza e l’opinione del GDG]

 

4. Trattamento dell’infezione latente

  • Trattare i soggetti con TBC latente, compresi quelli HIV-positivi o di etĂ  <65 anni, con:
    • 3 mesi di isoniazide (con piridossina) e rifampicina, oppure
    • 6 mesi di isoniazide (con piridossina)
    [Raccomandazione basata su network meta-analisi di trial clinici controllati randomizzati di qualità molto bassa, su un’analisi economica e sull’esperienza e l’opinione del GDG]
  • Scegliere il regime terapeutico in base alle caratteristiche cliniche del soggetto: es. 3 mesi di isoniazide (con piridossina) e rifampicina se c’è rischio di epatotossicitĂ , oppure 6 mesi di isoniazide (con piridossina) in caso di possibili interazioni con le rifamicine (es. in soggetti HIV-positivi o sottoposti a trapianto). [Raccomandazione basata su network meta-analisi di trial clinici controllati randomizzati di qualitĂ  molto bassa, su un’analisi economica e sull’esperienza e l’opinione del GDG]
  • Se i soggetti a rischio di sviluppare TBC attiva (box 3) non sono mai stati trattati per qualsiasi motivo per TBC latente, informarli dei rischi e dei sintomi della TBC. [Raccomandazione basata sull’esperienza e l’opinione del GDG]

Box 3. Soggetti a rischio di sviluppare tubercolosi attiva

  • Soggetti HIV-positivi, affetti da diabete, silicosi, malattia renale cronica o emodializzati.
  • Bambini di etĂ  <5 anni.
  • Soggetti con iperconsumo di alcool o tossicodipendenti.
  • Pazienti sottoposti a trapianto di organo solido.
  • Pazienti affetti da neoplasie ematologiche maligne o sottoposti a chemioterapia.
  • Pazienti sottoposti a gastrectomia o bypass digiuno-ileale.
  • Pazienti in terapia con fattore di necrosi tumorale alfa (TNF-alfa) o altri agenti biologici.

5. Trattamento della malattia attiva

  • Se le caratteristiche cliniche sono compatibili con una diagnosi di TBC, iniziare il trattamento (box 4) senza attendere i risultati delle colture e continuare il regime terapeutico avviato anche se le successive colture risultano negative. [Raccomandazione basata sull’esperienza e l’opinione del GDG]

Box 4. Schema terapeutico per la tubercolosi attiva

  • Ai soggetti con TBC attiva senza coinvolgimento del sistema nervoso centrale, prescrivere:
    • Isoniazide (con piridossina), rifampicina, pirazinamide e etambutolo per 2 mesi, quindi
    • Isoniazide (con piridossina) e rifampicina per altri 4 mesi
  • Ai soggetti con TBC attiva del sistema nervoso centrale, prescrivere:
    • Isoniazide (con piridossina), rifampicina, pirazinamide e etambutolo per 2 mesi, quindi
    • Isoniazide (con piridossina) e rifampicina per altri 10 mesi
  • Modificare il regime terapeutico in base al test di sensibilitĂ  ai farmaci

6. Compliance

  • I TBC case manager dovrebbero sviluppare per i pazienti con diagnosi di TBC un piano di assistenza socio-sanitaria e sostenerli nel completare la terapia con successo. In particolare dovrebbero:
    • eseguire una valutazione del rischio in tutti i soggetti con TBC per identificare i loro bisogno e se occorre potenziare la gestione del caso (pacchetto terapeutico personalizzato che include azioni di supporto quali l’osservazione
    • diretta della terapia — directly observed therapy (DOT) (box 5)
    • educare il soggetto sulla TBC e sul suo trattamento
    • sviluppare un piano di assistenza individuale condiviso con il paziente
    • ottenere il consenso del paziente al piano e concordare una data di rivalutazione
    • coordinare la pianificazione della dimissione, in particolare per le persone in DOT
    • individuare appropriate modalitĂ  di supporto da parte di colleghi e organizzazioni di volontariato
    [Raccomandazione basata su evidenze di qualità da bassa ad elevata e sull’esperienza e l’opinione del GDG]
  • Il team multidisciplinare dovrebbe implementare ulteriori strategie (box 6) per incoraggiare i soggetti a seguire il piano terapeutico e prevenire l’interruzione precoce del trattamento. [Raccomandazione basata su evidenze di qualitĂ  da bassa ad elevata e sull’esperienza e l’opinione del GDG]

Box 5. Potenziare il case management della tubercolosi

  • Pacchetto di supporto terapeutico su misura per i soggetti con bisogni clinici o sociali complessi
  • Offrire la DOT ai pazienti che:
    • non aderiscono al trattamento (o non lo hanno fatto in passato)
    • hanno una storia di terapia pregressa per TBC
    • hanno una storia di assenza di fissa dimora, droga o abuso di alcol
    • sono detenuti in carcere o lo sono stati negli ultimi cinque anni
    • hanno un disturbo psichiatrico maggiore, di memoria o cognitivo
    • sono in una fase di negazione della diagnosi TBC
    • sono affetti da una forma di TBC multifarmaco-resistente
    • hanno richiesto DOT, dopo una discussione con il team multidisciplinare
    • non sono in condizioni da assumere in autonomia il trattamento

Box 6. Strategie per incoraggiare la compliance

  • Potenziamento del case management, compresa DOT
  • Uso di reminder: lettere, informazioni cartacee, telefonate, SMS e app utilizzando un linguaggio appropriato
  • Counselling di educazione alla salute e interviste centrate sul paziente
  • Materiale informativo personalizzato evidence-based
  • Visite domiciliari
  • Esami delle urine random e altri sistemi per monitorare l’aderenza terapeutica (es. conteggio pillole)
  • Accesso gratuito al trattamento della TBC e informazioni sui criteri di esenzione per patologia
  • Assistenza sociale e psicologica, inclusa la gestione del caso a livello culturale e sostegno sociale piĂą ampio
  • Consulenza e sostegno a genitori e caregiver
  • Incentivi e facilitazioni per aiutare i pazienti a seguire il regime terapeutico

7. Riprendere la terapia dopo interruzione per effetti avversi

  • Nei soggetti che hanno interrotto la terapia per epatotossicitĂ  farmaco-indotta, valutare altre possibili cause di epatite acuta. Attendere fino a quando i livelli di transaminasi e bilirubina diminuiscono e i sintomi da epatotossicitĂ  si sono risolti, quindi reintrodurre in sequenza ciascuno dei farmaci anti-TBC a dosaggio pieno per un periodo ≤10 giorni, iniziando con etambutolo e isoniazide o rifampicina. [Raccomandazione basata su evidenze di qualitĂ  molto bassa e sull’esperienza e l’opinione del GDG]
  • Nei soggetti con forme severe o altamente contagiose che devono interrompere la terapia standard a causa di reazioni avverse, considerare di continuare il trattamento:
    • in caso di effetti epatotossici con una combinazione di almeno due farmaci antitubercolari a bassa epatotossicitĂ  e monitoraggio da parte di un epatologo per valutare ulteriori reazioni
    • in caso di reazioni cutanee, una combinazione di almeno due farmaci antitubercolari a basso rischio di reazioni cutanee e monitoraggio da parte di un dermatologo per valutare ulteriori reazioni
    [Raccomandazione basata sull’esperienza e l’opinione del GDG]

8. Vaccinazione BCG nei gruppi eleggibili

  • Per migliorare la campagna vaccinale, identificare i gruppi eleggibili6 in modo opportunistico: nuovi iscritti alla medicina generale e ai pediatri di libera scelta, servizi prenatali, altri punti di contatto con servizi specialistiche; accessi al sistema scolastico; associazioni e organizzazioni di volontariato; indagini sui contatti. [Raccomandazione basata su evidenze di qualitĂ  da bassa ad elevata, e sull’esperienza e opinione del GDG]
  • Nell’ambito delle cure primarie:
    • educare e supportare i professionisti, aumentando la consapevolezza sulle linee guida e sui soggetti a rischio e promuovere la vaccinazione BCG e i test per la TBC nei gruppi eleggibili
    • integrare i reminder nei computer utilizzati dai professionisti
    • considerare gli incentivi finanziari
    • utilizzare reminder scritti, telefonate, SMS, o una loro combinazione per le convocazioni (“obblighi vaccinali”) e i richiami (“vaccinazioni in ritardo”)
    [Raccomandazione basata su evidenze di qualità da bassa ad elevata, e sull’esperienza e l’opinione del GDG]
  • Utilizzare reminder nei sistemi intranet dei servizi materno-infantili. [Raccomandazione basata su evidenze di bassa qualitĂ  e sull’esperienza e l’opinione del GDG]
  • Vaccinare se possibile i neonati ad aumentato rischio di TBC prima della dimissione dall’ospedale o prima dell’affidamento dall’ostetricia alle cure primarie. Altrimenti, vaccinare subito dopo (es. al controllo postnatale di 6 settimane). [Raccomandazione basata sull’esperienza e l’opinione del GDG]
  • Professionisti sanitari e/o operatori non sanitari adeguatamente formati dovrebbero effettuare visite domiciliari per offrire informazioni e consigli ai soggetti piĂą svantaggiati sull’importanza dell’immunizzazione. [Raccomandazione basata su evidenze di qualitĂ  da moderata ad alta e sull’esperienza e l’opinione del GDG]

9. Potenziali ostacoli all’implementazione
Un utilizzo più diffuso del NAAT potrebbe richiedere di rivedere le pratiche dei laboratori per la diagnosi di TBC, così come investimenti nella formazione e nei servizi richiesti. Qualora ciò non sia possibile, sarà necessario definire collaborazioni con altri laboratori. La linea guida enfatizza il ruolo degli “specialisti”, intesi sia come singoli medici o come team multidisciplinari, in particolare per il trattamento di bambini, per la gestione della TBC in presenza di comorbidità e per la gestione della TBC multifarmaco-resistente. Possono essere necessarie collaborazioni con altri centri o servizi di consulenza specialistici per assicurare che le indicazioni dello specialista siano disponibili a tutti i pazienti.

10. Raccomandazioni per la ricerca futura

  • Nei soggetti con sospetto di TBC, quale è l’efficacia e la costo-efficacia di un utilizzo del NAAT esteso basato sul rischio?
  • Indipendentemente da fattori culturali, quali altri test diagnostici o combinazioni di test permettono una diagnosi accurata di TBC respiratoria attiva in bambini e giovani con sospetta TBC attiva?
  • Per la TBC isoniazide-resistente, quale è il trattamento piĂą efficace per ridurre mortalitĂ  e morbilitĂ ?
  • Quali effetti produce l’isolamento sulla qualitĂ  della vita dei soggetti in trattamento per TBC?
  • Per i soggetti con TBC attiva sensibile al trattamento che devono interrompere la terapia a causa di eventi avversi, in particolare epatotossicitĂ , quale approccio per riprendere il trattamento è piĂą efficace nel ridurre mortalitĂ  e morbilitĂ ?

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